Fini: il ‘68 occasione persa

A 40ennale Casini e Aznar sparano a zero e lui fa mea culpa

(ANSA) – ROMA, 2 FEB -Fini riscopre il ‘68. Il centrodestra, ammonisce il leader di An, non commetta l’errore di 40 fa quando lascio’ alla sinistra la contestazione. Errore che determino’ una frattura insanabile con il mondo giovanile. Fini ha spiazzato cosi’ gli altri due ospiti al convegno della fondazione Liberal, Aznar e Casini che si erano lanciati invece in un duro atto di accusa. ‘Piu’ che di ‘68 -ha detto Fini- dovremmo parlare di contestazione giovanile, movimento che aveva uno spirito tutt’altro che negativo’.

Uno spirito tutt’altro che negativo. Beh, Presidentissimo questa dovrà spiegarcela. Quale spirito? Quello dell’abbattimento del sistema meritocratico nella scuola e nel lavoro? Quello del pacifismo a oltranza e del monopolio culturale? O magari quella dell’annientamento del rispetto per le Istituzioni in cui la Destra, con alti e bassi, ha sempre creduto?

Presidentissimo (mi perdoni, da qualche tempo a questa parte amo chiamarla così) Lei ha avuto la fortuna (che poi è stata anche dei nostri genitori) di essere educato fino alla maggiore età in una scuola, quella italiana, ancora pregna dei precetti gentiliani i quali, come mi insegna, sono frutto di una evoluzione della dottrina haegeliana, fondata su dovere, disciplina del corpo e della mente, sana e gagliarda ambizione; una scuola figlia di un filosofo brutalmente assassinato, odiato dalla sciatta sinistra massimalista, osannato dal MSI prima e da Alleanza Nazionale poi. Non vorrà che il grande Ministro siculo ora si rivolti nella tomba!?

1968. Lei iniziava la sua militanza nella Giovane Italia, presumo senza essere a conoscenza dei fermenti ideologici e culturali che scuotevano (uso il termine con accezione positiva) il mondo della destra giovanile. Qualcuno aveva ben compreso il senso di quel moto “rivoluzionario”che due anni prima aveva infiammato i College americani ed ora si propagava in Europa; qualcuno aveva saputo “drenare” dalla piena sessantottina novità ideali che, sapute sfruttare con impegno e onestà intellettuale, potevano opporsi ai dementi slogan del Movimento studentesco e alla sua capacità (questo lo riconosco) di aggregazione.

Di chi sto parlando mi chiederà. Sto parlando del Fuan Caravella e di Primula goliardica, quei leggendari gruppi giovanili che, stanchi del nostalgismo delle sedi del MSI, volenterosi di rendersi partecipi di un momento della Storia italiana da non tramandare solo a “sinistra” hanno partecipato alla battaglia di Villa Giulia. Peccato che la loro esperienza fu distrutta da quei volontari nazionali, guidati proprio da Giorgio Almirante. Almirante, mi pare ricordare essere stato il Suo padre poliotico, che Le diede il ” La” per guidare la transizione del MSI ad AN e per portare il Partito al rapido dissolvimento in questo A.D. MMVIII che non dimenticheremo facilmente.

Che dirLe ancora Presidentissimo: i conti vanno fatti non solo in termini di voti ma anche di coscienza, soprattutto di coscienza. Non è mai troppo tardi. Ci pensi!

Marco Petrelli

Responsabile della Facoltà di Lettere per Azione Universitaria Firenze