Ripulendo la memoria del PC da vecchi file ormai inutilizzati è saltata fuori una perla che sarebbe stato un vero peccato cestinare. Inguaribile idealista : così si firma l’autore di questo articolo che pongo alla vostra attenzione.

M.P.

  Alle “vecchie guardie” e alle “nuove leve” del movimento chiedo: cosa significa Azione Giovani per voi? Cosa cercate e cosa offrite al movimento? Perché siete qui?Credo che chiunque di noi dovrebbe fermarsi ogni tanto e porsi queste domande, cercar di rispondere onestamente per direzionare la propria azione verso i migliori risultati raggiungibili, per dare un senso a quello che fa e che vorrebbe continuare a fare.Cosa significa Azione Giovani per me? Essere. Partecipare. Scegliere.Essere una persona, differenziata attraverso la qualità, con un volto ed una natura propria tali da farla se stessa e distinguerla da ogni altro e non già un individuo, semplice elemento di una massa o di un agglomerato sociale più o meno ampio.E per questo, essere liberi “per fare qualcosa” : attuare cioè le proprie possibilità e cercar di raggiungere la propria particolare perfezione, una perfezione pretesa da sé ed in sé, per proprio onore.Essere contro. Leali invece che ambiziosi, audaci invece che polemici [...], assetati di onore invece che di effimeri incarichi e cariche, appassionati di destino invece che di labile fama. [1]Partecipare alla ” vita di gruppo”, nella consapevolezza che la misura che si può esigere dagli altri è data da ciò che si sa esigere da se stessi[2], partecipare alla volontà di determinare, di cambiare, anche radicalmente, per voler essere “un’aristocrazia di pensiero” che esalti in primo luogo la lealtà, il coraggio, la lucidità, la cultura intesa come tensione alla perfezione di ciò che si fa; un’aristocrazia tale che possa distruggere quell’imposizione pseudo-democratica che raccoglie tutto nell’essere di destra e di sinistra.Scegliere di esercitare il proprio spirito critico, per non dire sempre e comunque va tutto bene, madamalamarchesa, scegliere di favorire la formazione di una coscienza comune per riuscire a” rimanere in piedi in questo mondo di rovine” e per essere immuni da sgradite forme di bieca propaganda.Scegliere di dire ” disobbedisco”, se necessario, perché l’oltraggio più offensivo che si può perpetrare contro noi stessi è il tradimento, il tradire la nostra coerenza e i nostri Valori nonché il nostro passato, un passato fatto di abnegazione e di rispetto, di onore e di dignità, di coraggio e di forza d’animo.Dovrebbe essere una palestra di vita il nostro movimento, in cui ” forgiare” gli uomini e le donne di domani che si affacciano ora, con la freschezza e la purezza della loro giovinezza, al mondo, in cui lavorare per riuscire ad annientare ogni superficialità, in cui ricercare l’essenza e la sostanza vera di ciò che ci circonda. Per innestare il moto di una ” Rivoluzione interiore” capace, perché radicale ( e qui voglio di nuovo ricordare le parole – tratte da ” Gli Uomini e le Rovine” – del Maestro Evola: l’avvenire non sarà di chi indulge alle idee ibride e sfaldate oggi predominanti [...], bensì di chi avrà, appunto, il coraggio del radicalismo – quello delle ” negazioni assolute” e delle ” affermazioni sovrane”, per usare le parole di Donoso Cortès ), di creare “montagne che coprono Soli.”Semplici considerazioni, le mie, forse poco ” moderne” agli occhi di tanti, ma che sono il frutto di una riflessione che vorrei fosse motivo di confronto, perché a partir da un dato punto [...] unito ti potrai sentire solo con chi è sulla tua stessa via. [3]

 Un’inguaribile idealista

[1] Da: ” Che cosa significa essere antimoderni ?” a cura di Anna K.Valerio, dal sito www.cultrura.net [2] J.Evola, ” Gli uomini e le rovine”, 1953 [3] J. Evola, ” Introduzione alla Magia quale scienza dell’Io”, 1927.