Sulla tua stessa via Giovedì, Feb 5 2009 

 Ripulendo la memoria del PC da vecchi file ormai inutilizzati è saltata fuori una perla che sarebbe stato un vero peccato cestinare. Inguaribile idealista : così si firma l’autore di questo articolo che pongo alla vostra attenzione.

M.P.

  Alle “vecchie guardie” e alle “nuove leve” del movimento chiedo: cosa significa Azione Giovani per voi? Cosa cercate e cosa offrite al movimento? Perché siete qui?Credo che chiunque di noi dovrebbe fermarsi ogni tanto e porsi queste domande, cercar di rispondere onestamente per direzionare la propria azione verso i migliori risultati raggiungibili, per dare un senso a quello che fa e che vorrebbe continuare a fare.Cosa significa Azione Giovani per me? Essere. Partecipare. Scegliere.Essere una persona, differenziata attraverso la qualità, con un volto ed una natura propria tali da farla se stessa e distinguerla da ogni altro e non già un individuo, semplice elemento di una massa o di un agglomerato sociale più o meno ampio.E per questo, essere liberi “per fare qualcosa” : attuare cioè le proprie possibilità e cercar di raggiungere la propria particolare perfezione, una perfezione pretesa da sé ed in sé, per proprio onore.Essere contro. Leali invece che ambiziosi, audaci invece che polemici [...], assetati di onore invece che di effimeri incarichi e cariche, appassionati di destino invece che di labile fama. [1]Partecipare alla ” vita di gruppo”, nella consapevolezza che la misura che si può esigere dagli altri è data da ciò che si sa esigere da se stessi[2], partecipare alla volontà di determinare, di cambiare, anche radicalmente, per voler essere “un’aristocrazia di pensiero” che esalti in primo luogo la lealtà, il coraggio, la lucidità, la cultura intesa come tensione alla perfezione di ciò che si fa; un’aristocrazia tale che possa distruggere quell’imposizione pseudo-democratica che raccoglie tutto nell’essere di destra e di sinistra.Scegliere di esercitare il proprio spirito critico, per non dire sempre e comunque va tutto bene, madamalamarchesa, scegliere di favorire la formazione di una coscienza comune per riuscire a” rimanere in piedi in questo mondo di rovine” e per essere immuni da sgradite forme di bieca propaganda.Scegliere di dire ” disobbedisco”, se necessario, perché l’oltraggio più offensivo che si può perpetrare contro noi stessi è il tradimento, il tradire la nostra coerenza e i nostri Valori nonché il nostro passato, un passato fatto di abnegazione e di rispetto, di onore e di dignità, di coraggio e di forza d’animo.Dovrebbe essere una palestra di vita il nostro movimento, in cui ” forgiare” gli uomini e le donne di domani che si affacciano ora, con la freschezza e la purezza della loro giovinezza, al mondo, in cui lavorare per riuscire ad annientare ogni superficialità, in cui ricercare l’essenza e la sostanza vera di ciò che ci circonda. Per innestare il moto di una ” Rivoluzione interiore” capace, perché radicale ( e qui voglio di nuovo ricordare le parole – tratte da ” Gli Uomini e le Rovine” – del Maestro Evola: l’avvenire non sarà di chi indulge alle idee ibride e sfaldate oggi predominanti [...], bensì di chi avrà, appunto, il coraggio del radicalismo – quello delle ” negazioni assolute” e delle ” affermazioni sovrane”, per usare le parole di Donoso Cortès ), di creare “montagne che coprono Soli.”Semplici considerazioni, le mie, forse poco ” moderne” agli occhi di tanti, ma che sono il frutto di una riflessione che vorrei fosse motivo di confronto, perché a partir da un dato punto [...] unito ti potrai sentire solo con chi è sulla tua stessa via. [3]

 Un’inguaribile idealista

[1] Da: ” Che cosa significa essere antimoderni ?” a cura di Anna K.Valerio, dal sito www.cultrura.net [2] J.Evola, ” Gli uomini e le rovine”, 1953 [3] J. Evola, ” Introduzione alla Magia quale scienza dell’Io”, 1927.

Il caso Verona Giovedì, Mag 22 2008 

di Marco Petrelli

http://bargello.wordpress.com

Il triste gesto di un gruppo di squinternati di Verona nei giorni scorsi ha ridato linfa vitale alla retorica anti fascista.
L’estrema sinistra, tagliata fuori dal Parlamento, tenta di restare a galla, di non affogare, cercando appigli in una cultura di violenza e degenero umano e intellettuale che in passato, nel plumbeo periodo della lotta armata, troppi morti ha lasciato sul selciato.
I veronesi responsabili dell’insano gesto sono stati inseriti a forza dai quotidiani dell’opposizione di Governo nell’area della destra radicale, nel duplice tentativo di screditare quest’ultima e di colpire la città di Verona e il Primo cittadino, reo di appartenere ad un partito politico che mira esclusivamente ad una regolamentazione del flusso migratorio e ad arginare l’attività criminosa.
Verona è il capro espiatorio della suddetta vicenda: una città di destra, retta da un sindaco integerrimo e con una tifoseria di “parte”, pittoresca in occasione di manifestazioni sportive forse più di altre, ma non per questo ricettacolo di delinquenti.
Se alle critiche e agli oltraggi de il manifesto e di Liberazione eravamo da tempo abituati, riuscendo talvolta a sorridere ad editoriali paradossali, più in linea con Lotta continua che non con la dialettica politica attuale, restiamo basiti di fronte al comportamento de l’Unità,voce del Partito Democratico. L’organo del PD non lesina accuse prive di fondamento al PdL pur di riottenere un consenso e una visibilità perso (ma mai accettato) il 14 aprile.
IL 5 maggio l’agenzia ANSA ha raccolto una intervista a Franco “Giorgio” Freda nel quale l’intellettuale di destra pone l’accento sul movente, non ideologico, del gesto. Ve ne proponiamo uno stralcio:
Il recente fatto di cronaca non è un episodio di estremismo politico, né di estremismo in genere, ma di insania. E la pazzia non è di destra né di sinistra: non la si può ideologizzare. Così come la schiuma umana è schiuma e basta. I teppisti di Verona li ha generati questa società, sono conformi a essa. Anche sotto il profilo escrementizio: più che dell’efferatezza nazifascista, sono scarti della vuotezza patologica della società odierna. Volete una terapia? Lavori coatti. Pare che il Veneto manchi di autostrade…
Le parole di Freda centrano il bersaglio: non si è trattato di una azione politica. La politica, semmai, può essere il contorno della vicenda, non il movente. L’appartenza ad un gruppo o ad una sigla non è pregiudiziale di crudeltà e violenza. L’onesta e la rettitudine umana appartiene al singolo e solo al singolo. Si è brave persone a prescindere dal colore scelto o dalla tessera che si ha in tasca. I simboli e la retorica ideologica sono scenografia o pretesto. Non sono essi a fare l’uomo.
L’aspetto più crudele di tutto questo è che “qualcuno” abbia ancora una volta scelto di strumentalizzare l’accaduto. Quel ragazzo è morto sotto i colpi di tre pazzi, poi è diventato l’icona ad uso e consumo della propaganda no global e dei centri sociali.
Manca il rispetto per l’uomo e manca la dignità di fronte alla morte.

PRESENTE! Giovedì, Mag 22 2008 

1988-2008. Giorgio Almirante PRESENTE!!! Giovedì, Mag 22 2008 

Pubblichiamo un articolo (datato 19 maggio 200 8) segnalatoci dal web master del blog: http://faber2008.blogspot.com/ .

In occasione del 20^ anniversario della morte di Giorgio Almirante proponiamo una riflessione sulla eredità del MSI e sui “prosecutori” dei progetti almirantiani.

 

Spigoli

 

lunedì 19 maggio 2008

Giorgio Almirante: appropriazione indebita?

Tra pochi giorni, esattamente il 22 maggio, sarà il ventennale della morte di Giorgio Almirante. In tanti si apprestano a ricordarlo, ad inneggiare alla sua memoria, a farsene legittimi successori, a rivendicare il proseguimento di un cammino nel solco da lui tracciato. Questa corsa all’eredità non mi convince, soprattutto perché lui non può confermare la legittimità.
Per valutare se queste appropriazioni (soprattutto alla luce di alcune sconcertanti dichiarazioni, più o meno recenti degli ‘auto-eredi’) siano o meno indebite, utilizzo un sistema infallibile: mi affido alle sue parole.
Non quelle di uno dei tanti mirabolanti discorsi da lui pronunciati e scritti, facilmente accusabili di enfasi retorica.
Meglio ancora: una lettera che Almirante scrisse nel 1986 (a meno di due anni dalla morte) alla deputata missina milanese Cristiana Muscardini, riferendosi a tentativi di avventato ’superamento storico’.
Lettera pubblicata dal settimanale “Lo Stato” il 2 giugno 1998 e dalla quale mi pregio di stralciare questo passo: «Puoi stare certa che il mio ultimo respiro sarà fascista, nel nostro senso del termine. Perché, per me, per noi, si tratta della battaglia di tutta la nostra vita.»
Infine, autorizzava a sbattere la lettera «in faccia a chicchessia». Chissà se qualcuno dalle parti di via della Scrofa l’ha mai letta e meditata…

postato da BARGELLO

http://bargello.wordpress.com

Torniamo in Università Venerdì, Mag 2 2008 

PROBLEMA TASSE

Un anno fa venne resa nota la nuova fasciazione delle tasse pubblicizzandola come equa e proporzionale; oggi l’Università si trova nelle condizioni di ammettere che aveva fatto male i calcoli.

Il problema si è complicato nel momento in cui l’Università decise che tutti gli studenti -tutti- avrebbero dovuto ripresentare la dichiarazione del reddito, l’ISEE, anche chi l’aveva già presentata in passato, e l’avrebbero dovuta presentare NECESSARIAMENTE al Caf di un solo sindacato e non più con l’autodeterminazione. Pena per chi non avesse presentato il suo reddito di entrare subito nella fascia di contributi più alta (quasi 2000 euro).

Noi studenti, in modo abbastanza trasversale, ci muovemmo perchè l’Università si rendesse conto di quanto stava per fare. Oltretutto ricordiamo che l’Università non può chiedere agli studenti più del 20% del finanziamento statale, per legge.

I fattori di danno erano molteplici. Presentare obbligatoriamente il proprio modulo del reddito al CAF di un unico sindacato, era quantomeno insensato. Azione Universitaria a riguardo ha mosso quotidiani nazionali e così in extremis il termine di consegna del modulo è stato prorogato di un mese circa per consentire agli studenti di portare il modulo al CAF del sindacato che preferivano.

Ma dal CAF volenti o nolenti bisognava passare. E quì arriva il successivo scivolone dell’Università che non avendo pubblicizzato adeguatamente il nuovo iter ha fatto sì che gran parte degli iscritti sia passata “di diritto” nella fasciazione da 2000 euro.

Inoltre, a ben guardare i dati, molti studenti iscritti a Firenze sarebbero dei Paperon de’Paperoni: la fascia più alta mette insieme i figli di Diego della Valle, di Montezzemolo e di Armani (perdonateci, i nomi sono esemplificativi), con la famiglia che avendo due case sfitte e un reddito medio arriva subito a sborsare 2000 euro, per non parlare del fatto che se la famiglia in questione avesse due o più figli all’Unifi pagerebbe interamente le due rette (le scuole private non sono così meschine, cara la nostra A.r.d.s.u.!).

Il sito degli Studenti di Sinistra offre delle cifre da cui chiunque può trarre chiare conclusioni. Pare che 30000 studenti non abbiano presentato l’ISEE, e quindi 30000 rette da 2000 euro più quelle che sono per reddito nella fascia più alta, a cui va aggiunto un 75% di studenti che pur essendo nelle fasce intermedie hanno visto un aumento considerevole delle tasse. L’università potrebbe a ragione dire che le fasce molto basse sono state preservate dall’aumento, ma è uno sguardo molto miope al dato d’insieme.

Inoltre sostiene il Rettore che quel 20% sul finanziamento statale è molto oscillante e pertanto non sarebbe il caso di provvedere a rimborsi adesso. La proposta avanzata da qualche dirigente di Ateneo è stata quella di restituire i soldi in servizi agli studenti che la media del 30. Se questo è vero, probabilmente l’Università ha capito cos’è il merito, ma lo applica a suo uso e consumo e non lo rende un criterio apprezzabile.

In conclusione, e per concludere in bellezza!, il Rettore ha prorogato il pagamento delle tasse universitarie alla fine di Maggio, e questo dovrebbe servire a ripresentare il modulo ISEE per coloro che non lo avessero fatto …ma attenzione attenzione è una proroga fittizia perchè la mora di 100 euro non ve la leva nessuno! (nb: è la mora sulla consegna del modulo ma allora che incentivo è a consegnare questo fatidico ISEE ??).

Campioni di mistificazione Lunedì, Dic 3 2007 

Iniziativa: Che Guevara, un uomo e la sua eredità politicaSeminario di studi sulla figura di Che Guevara e la sua eredità
politica a quarant´anni dalla morte. Interverranno per l´Università di
Firenze, il prof.Marco Della Pina docente di Geografia economica e
politica ed il prof.Manuel Plana docente di Storia dell´America Latina.
Ingresso libero per gli studenti.
Data: giovedì, 06 dicembre 2007
Orario: ore 15
Sede: Facoltà di Scienze della formazione
via del Parione, 7 Firenze 

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Devo dire che, da responsabile di Lettere e Filosfia, mi sono già imbattutto in simili iniziative demagogiche, cui la presenza di docenti e rappresentanti delle istituzioni conferiscono una importanza e un rilievo fittizi. Non v’è la finalità di ottenere una analisi oggettiva del soggetto della discussione ma solo il desiderio di mistificarlo e renderlo presentabile al pubblico come il pubblico lo vorrebbe.

Già un anno or sono la Facoltà di Scienze della Formazione è stata teatro di una tavola rotonda sui fatti di Genova 2001. Un vero e proprio attacco allo Stato con ingiurie contro le Forze dell’ Ordine. Nemmeno un mese più tardi al Polo Scienze Sociali di Novoli è stato  ripropposto, nella stessa salsa, la medesima campagna accusatoria sui crimini cileni di Genova. In ambedue i casi presente Giuliano Giuliani, padre di Carlo, chiamato dal Collettivo NOSMET di via del Parione e da quello di Scienze Politiche a rendere la sua testimonianza. Un personaggio, Giuliani, non encomiabile per lo sfruttamento ideologico e lucroso della tragedia del figlio.

Ora, nella buona tradizione della sinistra fiorentina, tocca a Guevara. Mitizzato, esaltato, eroicizzato. Eppure, secondo altri guerriglieri di meritata fama, un assassino e un traditore della Rivoluzione: l’ accusa più feroce viene da un leggendario comandante sud americano, Zero, il quale ricorda nei sui scritti che il medico argentino dopo il ‘59 si lasciò andare agli agi del potere e della gloria.

Secondo studi recenti, invece, un fanatico, un criminale che, per esportare il socialismo non si tira indietro difronte all’omicidio di miseri contandini o, caso più eclatante, a rovesciare un regime legato alla CIA per istaurarne uno in cui la giustizia si misura con la miseria e la fame, la dignità, invece, con bambini costretti a prostituirsi per mantenere le famiglie.

Mi chiedo se, alla luce di ciò che Cuba ha vissuto dopo il 1959, sia il caso di celebrare Ernesto “Che” Guevara. La parola deve passare al NOSMET di Scienze della Formazione che, oltre a rispondere, dovrà spiegare se per iniziative culturali (pagate dall’ Università) intende apologie di assassini.

Marco P.

Resp. gruppo Caravella

Facoltà di Lettere – Firenze –

Appuntamenti Domenica, Dic 2 2007 

Ciao Ragazzi!!

come prima comunicazione del Giglio, informiamo tutti voi sugli appuntamenti costanti di AZIONE UNIVERSITARIA:

 Lunedì   h 21.30

Venerdì    h 19.30

 La sede è in via Santa Reparata angolo con via delle Ruote e resta aperta anche al di fuori di questi orari.

Altri appuntamenti riguardano i nuclei di Facoltà e li comunicheremo appena possibile!